È ottobre, la scuola è iniziata la convivenza forzata con i miei compagni di scuola è iniziata e durerà per altri 9 mesi, una convienza tanto pesante quanto obbligata. Per 6 ore al giorno dovrò stare in una classe a me non gradita ( si salva solo qualche elemento ), convivere, confrontarmi con un gruppo di ragazze visto che i maschi sono solo 2 oltre me, ragazze non tranquille, per nulla con le quali c’è un rapporto di conflitto ormai da 3 anni e che mai si scenderà a compromessi. Quando si toccano argomenti come politica, religione e quando ci si contraddice a vicenda si scatena il putiferio! (la cosa è ridicola quanto reale), perchè vivere in una classe dove per moltE dio ( quel dio nel quale credono ) è l’elemento del loro pensare è un piacere, è un piacere, discutere, sentire la loro mente offuscata, sapere che parlano, predicano, fanno viaggi, riunioni, spedizioni punitive, sentire la loro ingenuità. Non sono una cima a scuola lo ammetto, anche perchè nella mia città non c’è molta scelta e dovendo scegliere ho scelto la migliore istituto ( imho ), però veder gente che sarà pur brava a scuola, ma senza una vita sociale guardarti con disprezzo, non ha prezzo. Le fazioni che si sono create sono create sono formate o sono da 3 elementi o da 2, la classe non è unita, mi diverto vedere gli scontri verbali presi come un fatto personale magari per sciochezze. Personalmente non ho nulla contro nessuno, anche perchè non porto rancore e voglio essere amico di tutti e vorrei passare le ore in tranquillità perchè l’ambiente di scuola quando esco da quel buc..ehm classe rimane li, solo un caro amico frequento fuori dall’ambiente scolastico, il resto merita di stare li. Sono sempre arrivato alle medie e superiori senza conoscere nessuno e mi pare di essermi ambientato ovunque, tanto che i miei amici stanno a scuola ma non in classe mia. Non sono nessuno, ma non voglio sentire “rimproveri” da chi è dall’altra parte, sulla stessa barca. Il clima è fondamentale per una convivenza civile e tranquilla e a mio parere influisce anche sul rendimento, qualcuno lo sa se l’ha provato sulla sua pelle.
La scuola non è tutto, si occupa la maggior parte della mia giornata ma non c’è solo la scuola ( fortunatamente ), ci sono gli amici, le passioni e la famiglia.
La vita ha una sua monotonia, alle 7.45 fuori di casa, cibo, compiti e un pò di pc, la mia vita durante la settimana, la routine è questa, salvo il sabato … Sono ormai le piccole cose diverse dalla monotonia giornaliera che mi rendono felice: Parlare con gli amici, discutere del più banale argomento, prendere un pò d’aria in una città depressa o stare al bar con due amiche a prendere un caffè, piccoli gesti che ti cambiano l’umore.

Picchio
Ecco uno dei vantaggi di andare all’università: NON esiste un classe, ne tanto meno compagni, al massimo colleghi.
Non preoccuparti io ero come te fino al 4 liceo, poi ho trovato degli amici (due ragazze che ancora oggi frequento) che si sono dimostrate persone carine, tutto il resto (le altre 13 persone che c’erano in classe) ero tutti fanghi.
Ti esprimo la mia completa solidarietà
juhan
A scuola, come poi nel mondo del lavoro le persone con cui convivere non le scegli tu e capita spesso (sempre?) quello che racconti. Ma è la vita (intesa come occupazione quotidiana, studio o lavoro che sia), cerca di renderla sopportabile a te e agli altri. All’università, secondo me è diverso ha ragione Picchio, ma devi essere tu a organizzarti e responsabilizzarti. Ecco ho finito di farti la predica ma posso concludere facendo mio l’augurio di Picchio.
Dimenticavo: però tu hai anche altri interessi, per fortuna, buon lavoro e buon divertimento (anche con gusions OS)
juhan
Naturalmente ho toppato: volevo dire gnusions, perdono
gusions
@jhuan si è una realtà, io la rendo sopportabile ignorando il tutto però, l’ambiente avverso non aiuta.
Grazie
Saluti.
evrix
eccerto che se l’ambiente non fosse avverso non ci sarebbe stato ‘sto post… e ignorare non aiuta, tanto ha ragione picchio e bisogna farsene una ragione altrimenti non si campa o si campa in un prato fiorito (virtuale) tipo heidi.
[commento moraleggiante che non lo voleva essere ma e' quasi scoccheta l'ora di pranzo...]