Android ha raggiunto un avanzamento di sviluppo tale da poter competere con iOS?

 

In questi ultimi giorni mi sono anche io immesso nel mondo di Android. Il tutto è arrivato grazie al Samsung Galaxy S Wifi 5.0 del quale seguirà una recensione a breve e che mi ha portato a riflettere sullo stato di sviluppo del sistema operativo di Big G.

Il dispositivo monta la versione 2.3.5 di Android, ma possiedo anche un netbook sul quale ho installato Android ICS. Avendo deciso di introdurmi anche per quel che riguarda la telefonia nel mondo del robottino verde mi sono chiesto: vale la pena spendere un cifrone per un dispositivo con Android 4.0 preinstallato?

Partendo dal presupposto che trovo esagerati i prezzi di tantissimi dispositivi, mi sono voluto comunque porre questa domanda.

Android 4.0 è in grado di competere con iOS 5? 

È questo il dilemma. Silvio Gulizia ha recentemente pubblicato su Wired un interessante post che mette a confronto le ultime due versione dei due OS per dispositivi mobile in circolazione che mi ha fatto particolarmente riflettere.

Il Galaxy Nexus vale i 599 o quanti euro sono? 

 

Vediamo la recensione di Telefonino.net che personalmente mi ha convinto:

 

Si o no? MMMMMMMM

Android e netbook, la coesistenza è ora possibile

In questo periodo tra le varie vacanze e gli scazzi personali, ho deciso di provare Android x86 sul mio netbook ed ho ottenuto delle impressioni decisamente positive. Nello specifico ho provato la build del primo gennaio di questo nuovo anno, che ho potuto trovare nell’apposita pagina download del progetto.

Dopo aver scaricato gli appena 188 mega di ISO e dopo aver bruciato il tutto su una vecchia penna usb da 4gb grazie a Unetbootin, mi sono messo a smanettare un po’ con Android 4.0.3 sulla mia eeemachines dalle modeste caratteristiche tecniche.

Primo impatto

L’avvio da supporto USB è fulmineo, appena 30 secondi. Il sistema è reattivo, funziona praticamente tutto wifi compreso; il wizard di configurazione iniziale classico di Android 4.0 è un vero amico dell’user friendylità, grazie a questo si possono settare le prime impostazioni in meno di un misero minuto.

Android riconosce il netbook come un tablet e di conseguenza le applicazioni ci vengono mostrate in orizzontale, lo stile di Android 4.0 è qualcosa di fantastico e rende anche su uno schermo non certo tra i migliori nel mercato.

Ovviamente dover utilizzare il mouse per navigare tra le applicazioni e fare il refresh di Twitter non è una delle cose più comode e intuitive del mondo, ma ci si adatta.

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Elementary Icons: non ci siamo (ancora)

Per chiudere l’anno in bellezza ecco un post che riguarda uno degli aspetti più chiacchierati di questo biennio 2010-2011: le icone.

Nella giornata precedente a quella di ieri, il team di elementary OS, che ammiro tantissimo per alcuni aspetti, ha annunciato l’apertura della fase di testing per la versione 3.0 delle elementary icons, uno dei set di icone più interessanti su GNU/Linux.

Non ancora perfette ci mancherebbe, il set di icone perfetto non esiste, nemmeno nei miei travagliati sogni. Ricordalo tu che crei icone.

Questa versione 3.0 delle icone di Daniel Forè non mi ha soddisfatto, le icone sono poche e vanno a migliorare nello specifico ciò che riguarda elementary OS, lasciando in disparte alcune applicazioni che necessitano realmente di un rewamp dell’icona di default come gnome-tweak-tool.

Nonostante gli effettivi miglioramenti per quel che riguarda lo stile, la forma, la lucentezza di alcune icone queste risultano essere troppo poche; non ci troviamo quindi davanti ad un set di icone completo, a mio parere. Quindi a maggio è attesa la versione 4.0, speriamo che arrivi questo benedetto set completo. In modo che chiuda con questo argomento icone!

 

Cinnamon: aggiornamenti in casa Linux Mint!

Clem, ha recentemente dato una brusca accelerata allo sviluppo di Cinnamon, il fork di Gnome Shell in stile GNOME 2. Girovagando per il web ho potuto notare che il progetto ha una nuova pagina ufficiale curata dallo stesso Clement, tramite questa pagina ho scoperto che è disponibile pure la versione 1.1.2 di Cinnamon e che è da poco disponibile il pacchetto cinnamon-session.

Inoltre è possibile installare cinnamon su Linux Mint 12, dato che questo è disponibile nei repository della distribuzione. Sto attualmente ri-scaricando Linux Mint 12 per provare magari ad impacchettare qualcosa per usare Cinnamon.

 

Cinnamon pt.2: tanta roba!

Sono stato di parola. Ho provato Cinnamon e ne sono rimasto piuttosto entusiasta. Se vi aspettavate una guida come promesso, Clment ha voluto risparmiarmi questa fatica e ha rilasciato dei pacchetti .deb precompilati. Dopo aver acceso il mio netbook, scaricato il pacchetto .deb per la mia architettura, ho installato tramite il software center cinnamon, pochi kb, 690 circa.

Non è ancora disponibile un pacchetto equivalente a gnome-session, quindi per avviare cinnamon dobbiamo avviarlo direttamente da terminale digitando:

cinnamon --replace

Dopo qualche piccolo codice random, tra cui qualche numero da giocare a lotto disponibile su richiesta, si avvia Cinnamon. Tutto ok, perfetto. GNOME 2.32 all’apparenza, come possono testimoniare le tre immagini qua sotto.

Allora il desktop è esageratamente comodo. La barra inferiore è molto curata, in stile GNOME 2 e racchiude l’essenza di gnome-panel che trovavamo nelle precedenti versioni di Linux Mint ovvero un pannello unico posto nella parte inferiore del desktop. Il menu è davvero comodo, racchiude tutte le applicazioni del comune GNOME e mette in una area separate alcune di esse (suppongo quelle presenti nella dock). L’unico difetto visibile è il pannello grigio di gnome che appare spesso su Ubuntu quando la sessione di GNOME non si avvia bene. Nonostante abbia seguito la guida di WebUd8 non sono riuscito a correggere questo piccolo errore.

Un piccolo difetto per un grande desktop, che a mio parere sbancherà e dato anche lo sviluppo frenetico sarei pronto a scommettere che nelle prossime settimane potremo vedere o una soluzione ufficiale per riparare il danno delle MGSE oppure una build con questo “DE” unofficial. Per ora in questo anno pieno di fork, un anno forkestyle (ad ognuno la propria interpretazione), questo forse risulta il migliore.

Per installare Cinnamon è sufficiente scaricare da questo indirizzo il pacchetto più recente ed adatto alla propria architettura e installarlo tramite il software center o gdebi.

Cinnamon: mastice per gli utenti Gnome Shell e Gnome 2?

Potrebbe essere finita qua la tanto discussa disputa per il desktop che andrà a sostituire Gnome 2.32.x. Cinnamon è il nome di questo interessantissimo DE creato da Clement Lefevbre, project leader di Linux Mint. Se Unity aveva creato un grandissimo numero di scontenti, che ha portato a far crescere i numeri di Linux Mint in maniera esponenziale, Cinnamon potrebbe accontentare oltre gli scontenti di Unity anche i nostalgici di GNOME 2.32.X, definito dai più come il miglior DE di sempre.

MGSE? NO!

Linux Mint 12 (qua la mia recensione) ha introdotto con Lisa le MGSE, una serie di estensioni per la Shell di GNOME, per rendere il tutto molto più simile al tanto amato e rimpianto GNOME 2.32.X. Esperimento decisamente bocciato quello delle MGSE, che a mio parere appaiono piuttosto fuori luogo e con una logica ben precisa per chi le ha create ma non per me e per alcuni utenti.

Le MGSE quindi sono un fallimento totale. Non me ne vogliano i miei amici e allo stesso tempo fan di Mint ma quell’ammasso di estensioni senza ne’ capo ne’ coda risultano essere peggio dell’accozzaglia di codice di nome Unity.

Il patron di Mint si dev’essere accorto di questo ed ha avviato questo progetto dal nome piuttosto bizzarro, che però potrebbe sbancare parecchi desktop. Come possiamo vedere dall’immagine, troviamo un nuovo menu in stile poopover ed un pannello inferiore uguale a quello di GNOME 2.32. Il nuovo desktop risulta essere all’apparenza e per quanto riguarda l’usabilità molto simile al suo predecessore. Successivamente in alto a sinistra noteremo il simbolo dell’infinito, che non ci aprirà un’infinità di applicazioni bensì ci mostrerà le finestre aperte e i desktop virtuali come succede su Gnome Shell. Continue reading

HP 3070a: qualche parola

Nella giornata odierna, dopo aver cercato minuziosamente in tutta la rete informazioni riguardo la stampante HP 3070a, ho deciso di acquistarla all’expert più vicino a casa mia. La stampante risulta apparire come quello che avevo sempre cercato: compatibile con linux, wireless e con tanto di supporto ad AirPrint, in modo da poter stampare anche dall’iPod Touch.

Dopo aver scartato, controllato gli imballaggi e tirato fuori la stampante mi avvio verso la preparazione del dispositivo. Attacco il dispositivo alla corrente e inizio seguendo le istruzioni, la configurazione iniziale del dispositivo. Dopo la prima stampa di prova (leggermente storta) il dispositivo mi chiede di scannerizzare qualcosa per regolare la stampa; inserisco un nuovo foglio e questo non viene rilevato. Non ottengo nulla. Riprovo ancora, stessa procedura non riesce a regolare. Fiducioso di poter rifare tutto successivamente inizio la configurazione della stampante.

Attacco il tutto su GNU/Linux, precisamente sulla mia macchina con Oneiric, e installando i driver per la stampante multifunzione 3050 va tutto liscio, configurazione e stampa in pochissimi secondi. Per Windows discorso simile, attacco, installo i driver forniti nel cd e va tutto a meraviglia (al di fuori della stampa, ovviamente). Dopo aver accertato che le configurazioni siano state effettuate in modo corretto, provo a sincronizzare la stampante con l’iPod. Ho dovuto smanettare e reinstallare il mio vecchio router per collegare il tutto. Avevo levato la password per l’occasione ma a quanto pare la stampante ne imposta una sconosciuta alla rete senza nessun consenso. Anche la stampa avviene senza alcun problema con l’oggetto del male, ma questa volta risulta essere storta, leggermente storta.

Stampe, stampe, ricerche su internet, consigli online, stampe, Gedit, blocco note, LibreOffice; niente la stampa è storta. Mi incazzo, mica lo nascondo. Per ora 69 euro mal spesi. Spero solo che il servizio telefonico HP sia degno della sua fama, che riesca a darmi delle fottute dritte per far funzionare questo. Qualcuno di voi ha avuto esperienze simili? Confido in voi, compari della blogosfera!

Aggiornamento:

Mi sono recato da expert e il tecnico dopo aver verificato il malfunzionamento hardware della stampante ha affermato di volerla mandare in garanzia. La mia perplessità ha toccato limiti storici e quando ho chiesto una stampante nuova il dipendente mi ha detto che le avevano terminate (essendo un modello in offerta). Sconsolato dall’idea che non vedrò stampante entro il 2012, vado a cibarmi.

GNOME 3: non siamo ancora pronti ad un desktop moderno?

Siamo realmente pronti ad un desktop moderno o siamo ancora troppo legati a quello tradizionale? Il proroblema pare essere proprio questo, la mia riflessione arriva a seguito di una vera e propria spulciata di Twitter e un lettura veloce dei vari commenti sul nuovo portale per le estensioni di GNOME.

Su extensions.gnome.org, la maggior parte delle estensioni che troviamo disponibili all’installazione, sono finalizzate a riprodurre quello che era lo stile di GNOME 2.3X.X.

Il concetto originale di desktop moderno, alla base di GNOME 3, grazie a quel gruppo di utenti nostalgici non soddisfatti appieno da questa evoluzione, è stato completamente snaturato. Solitamente non sono una persona che prende tutto come viene, senza valutare, considerare e mettere in dubbio una qualsiasi cosa, ma evidentemente se c’è stata questa impostazione una ragione dietro ci sarà, ne sono sicuro. Continue reading

Ubuntu e Linux Mint: “Guerra” basata sul nulla?

Uno degli argomenti più caldi di questi ultimi giorni è sicuramente la “guerra” (se tale può essere definita) tra Ubuntu e Linux Mint; o per meglio dire tra i fanboy di Ubuntu contro ignoti. La notizia del post piuttosto scontroso, irriverente, quasi come un attacco dei ragazzi di OMG Ubuntu ha creato in me un dubbio che ho potuto levarmi solamente ora: Ma questa guerra che scopo ha? Che cosa giova ai fanboy di Ubuntu sapere che hanno più utenti di quelli di Mint a dispetto di quanto detto da Distrowatch?

 

Continua…

Linux Mint 12, prova e controprova

Sono state da poche ore aggiornate le immagini iso ed io da bravo smanettone ne ho subito approfittato per scaricare e provare Linux Mint 12 Lisa, la versione forse più discussa dai tempi di Ubuntu Hardy. Se in questo periodo,Ubuntu non cresce come sperato da vossignoria Mark,la distro diClement cresce a vista d’occhio.

Prime impressioni

Dopo un avvio un po’ macchinoso e più lento rispetto ad Ubuntu 11.10, Linux Mint si mostra ai miei occhi come un qualcosa di nuovo, da scoprire.Il wallpaper è molto bello, la scritta 3d grigio-verde è molto bella da vedere, fornendo insieme alla complementarietà dei colori di wallpaper e barra inferiore un buon abbinamento che non affatica gli occhi.

Guardandoci attorno vediamo i due pannelli, uno superiore ed uno inferiore che ricordano parecchio lo stile di GNOME 2.3X.  Essendo abituato a GNOME 3.2 nudo e crudo di Arch e a quello leggermente personalizzato di Ubuntu, questa modifica suona strana ma allo stesso tempo piuttosto familiare.

Nel pannello superiore c’è una sorta di simbolo di infinito al posto della classica scritta Applicazioni, l’orario non si trova più al centro della barra ma è spostato come su GNOME 2 all’estremità.

Nel menù inferiore abbiamo invece il nuovo menu, una icona che raffigura il desktop, dei numeretti che ci indicano il numero del desktop in uso e un tastino con un “!” che ci permette di mostrare la barra inferiore delle notifiche.

Scegliendo di aprire il menu classico di GNOME 3, vediamo le icone: il misto tra Humanity verde e Faenza non è accettabile, tutta la sobrietà di Mint va a perdersi in qualche piccolo particolare. Continue reading

Grazie GNOME di esistere

Grazie GNOME, di esistere. Grazie di aver dato un senso a Ubuntu 11.10 (Recensione qua), grazie di essere stata rilasciato GNOME 3.2 (Recensione qua) e grazie GNOME 3.4 anche se non sei ancora arrivato. Oggi mentre cazzeggiavo su Twitter ho trovato il link di una pagina del progetto GNOME che propone interessantissimi mockups riguardo le proprie applicazioni.

Come possiamo vedere da alcune delle tante immagini e dai mockups pubblicate sul Wiki, è in arrivo una rivoluzione estetica coi controcazzi per il desktop del piedone. (Forse) È finalmente arrivata la tanto attesa “rivoluzione” estetica che tutti reclamavamo ad altissima voce, e non si tratta della mia banalissima causa delle icone, ma di una rivoluzione della UI.

Questa “rivoluzione”* ad ora riguarda Photos, Music, Boxees (nuove applicazioni), Empathy e Gnome Documents. La novità nell’innovazione è Music, un probabile successore di Rhythmbox, sviluppato insieme a coloro che hanno collaborato/collaborano col progetto. È inutile negare il copiare o per meglio dire: prendere spunto dallo “stile Apple”, ma sono maledettamente favorevole alla realizzazione di questi mockups.

Nella pagina del Wiki GNOME, ci sono mockup per qualsiasi cosa, ergo ve lo ripropongo per non perdere niente e per sbavare gratuitamente, che di questi tempi non si sa mai!

Se tutto questo diventerà realtà, mio caro GNOME io ti sposerò come le suore con Jesus!

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* : Rivoluzione, non proprio a causa dell‘osx-stile

Ayatana Scrollbars: grazie di esistere

Il mio rapporto di odio/amore con Ubuntu non è ancora stato ben definito, forse è meglio così. Però trovandomi ad utilizzare ogni giorno Ubuntu 11.10 con Gnome Shell (rigorosamente) devo ammettere la mia debolezza per le Ayatan Scrollbar, un pezzo d’oro in mezzo alla terra.

Non mi ero mai espresso a favore, ma ora mi sento di dare un undicipiù a questo gioiellino che appare quando serve, che mi aiuta con la tavola dei colori di inkscape e che mi delizia per l’adattamento dei colori al tema GTK+. Grazie Andrè!

Gimp 2.8 sta per arrivare, fine del calvario.

La notizia è quella che si aspettava da parecchio tempo ed è finalmente arrivata. Gimp 2.8 sta per arrivare dopo anni di attesa, anche se si parla già della versione 3.0. Lo sviluppo piuttosto altalenante del volpino, non permettere nemmeno di ipotizzare una data di rilascio per un macro aggiornamento.

Qualcuno leggendo il post su Libre Graphic World o su Ossblog avrà gioito, forse leggendo il titolo. Il contenuto è piuttosto demoralizzate, dato che nonostante sia passato più di un anno, la situazione descritta nel mio post G-(non)Power, gimp è rimasto indietro? non è cambiata per nulla.

Praticamente noi, secondo quello che possiamo captare in rete, abbiamo aspettato più di due anni solamente per la tanto attesa modalità “single window”, che iddio la benedica per carità, ma dopo 48 mesi di sviluppo mi sarei atteso un qualcosa «di più». In questa versione non saranno presenti i due progetti sviluppati all’interno del GSOC 2011 finiti troppo tardi per essere implementati, tutto questo arriverà con la versione 2.10 che ci permetterà finalmente di raggruppare i livelli.

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